mercoledì 30 aprile 2014

La dieta dissociata

Dieta dissociata

La dieta dissociata

La dieta dissociata, descritta per la prima volta nel libro Food Allergy pubblicato nel 1931 dal Dott. William Howard Hay, è un regime alimentare largamente diffuso in tutto il panorama dietetico internazionale. dissociata dieteIl filo conduttore di questa dieta è rappresentato dalla possibilità di guadagnare in benessere e linea, attraverso la corretta associazione dei vari alimenti.
In particolare, la dieta dissociata classica e le sue varianti si basano su regole molto rigide, che proibiscono l'associazione di certi cibi all'interno dello stesso pasto o, addirittura, della stessa giornata. Tale concetto è stato ripreso e rivisitato da altri autori, dando origine ad una lunga lista di diete basate, almeno in parte, sulla teoria delle "buone e cattive combinazioni alimentari". Proprio in virtù di tale eterogeneità, cercheremo di classificare in ordine di importanza, le 10 principali regole su cui si fondano le diete dissociate.
Associare correttamente gli alimenti significa:
1) Nello stesso pasto, mangiare un solo cibo concentrato o più alimenti tra loro "compatibili" (generalmente appartenenti alla stessa categoria)
2) Non associare all'interno dello stesso pasto cibi ricchi di proteine con altri a base di carboidrati, soprattutto se ricchi di zuccheri
3) Evitare di abbinare fonti proteiche di diversa natura (ad esempio carne e pesce o legumi e latticini)
4) Mangiare carboidrati complessi e zuccheri in pasti separati
5) Disertare la classica abitudine di concludere il pasto con frutta e/o dessert; meglio consumare questi cibi da soli ed in momenti diversi della giornata
6) L'equilibrio corporeo è turbato dallo stile di vita moderno, che favorisce l'accumulo di tossine fino a compromettere la funzionalità dell'intero organismo. Per difendersi dalle insidie di questa pericolosa condizione, occorre aumentare il consumo di frutta, verdura, frullati e brodi vegetali che, unitamente alla moderazione calorica e a corrette associazioni alimentari, favoriscono la disintossicazione dell'organismo
7) Se da un lato la dieta dissociata incentiva l'assunzione di cibi vegetali, dall'altro mette in guardia dai pericoli di una dieta troppo ricca di prodotti animali (malattie cardiocircolatorie, metaboliche ed alcune forme tumorali)
8) Il consumo di carboidrati dev'essere massimo durante le prime fasi della giornata e diminuire progressivamente mano a mano che ci si avvicina alla cena
9) Il pasto più abbondante va effettuato dalle 13 alle 16 del pomeriggio, facendo sempre attenzione a non associare carboidrati e proteine
10) La cena dev'essere ricca di alimenti proteici ed escludere quasi completamente i carboidrati, ad eccezione di quelli complessi contenuti nelle verdure o in modeste quantità di cereali integrali
I primi sette punti sono la colonna portante delle diete dissociate più attente all'aspetto salutistico e rivolte soprattutto alla prevenzione dei problemi gastrointestinali legati a cattive abitudini alimentari (aerofagiaflatulenza, stanchezza, perdita di concentrazione postprandiale ecc.). Le regole 8, 9, e 10 sono invece più comuni nelle diete destinate agli atleti e a persone desiderose di guadagnare in linea ed efficienza fisica (vedi cronodieta e supercompensazione di glicogeno).
Le regole proposte dalla dieta dissociata non sono affidate al caso, ma fondate su basi scientifiche più o meno solide. L'intero processo digestivo è infatti mediato da una serie di reazioni chimiche, meccaniche ed enzimatiche, che interagiscono tra loro. Vediamo alcuni punti chiave:
  • mentre i carboidrati semplici vengono digeriti ed assimilati molto rapidamente, gli alimenti ricchi di amido, dopo essere stati parzialmente digeriti dall'amilasi salivare (ptialina), richiedono un processo più laborioso che si completa nell'intestino tenue. I dolci e la frutta zuccherina andrebbero quindi consumati da soli e lontano dai pasti, ad eccezione delle mele e dell'ananas.
  • Mentre a livello gastrico la digestione delle proteine si avvantaggia di un ambiente particolarmente acido, le stesse condizioni inibiscono l'attività della ptialina. I grassi, grazie al loro effetto ritardante sulla secrezione di acido cloridrico nello stomaco, rendono più difficoltosa la digestione proteica ma favoriscono quella degli amidi, che si avvantaggia di un ambiente vicino alla neutralità.
  • Via libera dunque al matrimonio di grassi e cibi amidacei, semaforo rosso per l'associazione di proteine con alimenti ricchi di carboidrati. Alcuni sostenitori della dieta dissociata consentono di affiancare alimenti proteici ricchi di grassi con piccole quantità di amidi, mentre è sempre ben vista l'associazione di proteine e verdure che, per il loro apporto in sali, favoriscono l'azione enzimatica e contrastano i processi putrefattivi.
  • I punti 8, 9 e 10 sono invece basati sullo studio dei ritmi circadiani e sull'influenza dei vari ormoni sul metabolismo corporeo (per approfondire vedi: la cronodieta del dott. Todisco)
A questo punto è giusto chiedersi se le regole biochimiche e fisiologiche esposte in quest'ultimo paragrafo siano sufficienti per decretare il successo e la scientificità della dieta dissociata. In linea di massima la risposta è negativa, poiché un organismo sano è perfettamente in grado di tollerare le più disparate associazioni di nutrienti, ricordate l'espressione: "quella persona digerirebbe anche i sassi"?!. Questa semplice osservazione non ci autorizza tuttavia a demonizzare la dieta dissociata o a sbeffeggiare chi ci sostiene. Alcuni aspetti di questo modello alimentare meritano infatti la giusta attenzione. Lodevoli sono, per esempio, i consigli di aumentare la quota di alimenti vegetali nella propria dieta, di distribuire l'assunzione calorica in almeno tre pasti principali e di non esagerare con grassi e condimenti. Più difficile essere d'accordo sul ruolo delle corrette associazioni alimentari che, seppur importanti ed in alcuni casi fondamentali per la risoluzione dei più comuni problemi digestivi, rischiano di sottrarre inutilmente gusto, fantasia ed equilibrio alla propria dieta. Molti di noi, per esperienza personale, sanno di non tollerare l'associazione di determinati cibi ma ciò non ci autorizza a pensare che tale regola sia valida per tutti. Soffermandoci sull'analisi chimica degli alimenti in questione, scopriremo probabilmente che a disturbarci non è tanto il particolare mix di macronutrienti, quanto gli alimenti in sé. In alcuni casi è sufficiente cambiare l'origine degli ingredienti o i metodi di cottura per bypassare il problema. In altre parole, talvolta diamo la colpa ad associazioni alimentari scorrette quando in realtà il problema è un altro (intolleranze alimentari, eccessivo stress, cattiva masticazione, scarsa cottura, abitudini dietetiche e stile di vita scorretto ecc.).
La dieta dissociata non è una panacea, ma un modello alimentare con aspetti positivi e negativi, che occorre conoscere ed affrontare con spirito critico. Sbaglia chi la difende a spada tratta ed erra anche chi la contesta senza tener conto di alcuni suoi elementi che, nonostante le critiche, sono perfettamente in linea con le ultime acquisizioni salutistiche.




Fonte: http://www.my-personaltrainer.it/dieta/dieta-dissociata.html

sabato 26 aprile 2014

Le combinazioni alimentari

Le Combinazioni AlimentariContrariamente a quanto si pensa, lo stomaco non è una lavatrice!
Ingerire cibi diversi sulla base del presupposto che ‘tanto poi lo stomaco digerisce tutto’ significa compromettere seriamente le funzioni di questo organo e della salute in generale.
La digestione è un delicato processo che si basa su precise leggi chimiche. La Chimica è una scienza esatta e non ammette eccezioni. Ciò significa da un lato che se conosciamo queste leggi possiamo serenamente aver fiducia nel funzionamento del nostro corpo, e dall’altro, che se le infrangiamo, le conseguenze saranno inevitabili.
Stomaco, bocca e intestino producono oltre 300 succhi digestivi; ne deduciamo che la digestione è estremamente selettiva in quanto quasi ogni categoria di cibo ha il proprio succo digestivo. Questi succhi si dividono in due grandi categorie: quelli che si attivano e funzionano in ambiente acido e quelli che – al contrario – funzionano in ambiente basico o alcalino.
Una spiegazione dettagliata dell’acidità/alcalinità e del Ph esula dal nostro articolo, però possiamo dire in modo molto semplice che se mescoliamo una sostanza acida con una basica, l’effetto finale è molto simile a quello dell’acqua calda con quella fredda: le due si annullano.
Da questo semplice principio ne consegue che se mangiamo insieme un cibo che richiede una digestione acida con uno che invece ha bisogno di un ambiente alcalino, l’effetto finale sarà che nessuno dei due verrà digerito! La Pepsina è il succo gastrico che digerisce tutte le proteine (quindi, la carne, il pesce, i formaggi, le uova, le proteine vegetali ecc.) e richiede un ambiente acido per attivarsi (e difatti lo stomaco produce uno 0,3% di acido cloridrico). La Ptialina è il succo che digerisce gli amidi (quindi, cereali, pasta, pane, patate ecc.) e per funzionare richiede un ambiente basico.
Cosa succede se ad esempio mangiamo pane e salame? Il corpo deve produrre acidità per il salame, e contemporaneamente un ambiente alcalino per il pane… le due azioni avranno come risultato un effetto nullo, con la conseguenza che nessuno dei due succhi digestivi si attiverà e né il primo né il secondo alimento verranno digeriti.
Giungiamo così al primo e più importante principio della digestione: non abbinare insieme proteine con carboidrati. Siamo consapevoli di quanto sia difficile mettere in pratica questa regola perché la nostra cucina mediterranea ha moltissime ricette che uniscono proteine con carboidrati (pane e formaggio, polenta e salciccia, pasta al ragù, pesce con patate, frico [Ndr Il frico, è un piatto friulano originario dei monti della Carnia, la cui base è composta di patate e formaggio Montasio] – solo per fare alcuni esempi). Possiamo rimanere increduli di fronte a ciò, ma non dimentichiamoci che in natura non esistono cibi che abbinano insieme proteine e carboidrati (ad eccezione dei legumi che difatti vengono digeriti con fatica), oltre al fatto che gli animali tendono a mangiare separatamente queste sostanze (gli uccelli ad esempio mangiano vermi o semi in pasti diversi, anche i gatti di casa separano il ragù dalla pasta).
Sempre in tema di acidità/alcalinità, un'altra regola fondamentale è dinon mangiare frutta durante i pasti, soprattutto con i carboidrati, perché tutta la frutta viene digerita nell’intestino, e se invece deve rimanere ferma nello stomaco per la digestione degli altri cibi, fermenta e produce ulteriore acidità che impedisce la digestione dei carboidrati, e anche rovina a lungo andare le delicate pareti dello stomaco e dell’intestino, producendo infiammazioni che se diventano croniche si trasformano in gastriti e coliti. La frutta è un’ottima fonte di vitamine, zuccheri e sali minerali, e non dovrebbe mai mancare nell’alimentazione quotidiana. Il modo migliore per mangiarla è a colazione, oppure prima dei pasti.
Terza importante regola: non abbinare insieme sostanze acide con i carboidrati, sempre per la stessa ragione. Qui il problema sta soprattutto nei pomodori e nella salsa di pomodoro, usata abbondantemente per condire la pasta, la pizza ecc. Il pomodoro è un frutto acido (al pari del kiwi e degli agrumi) e non una verdura come comunemente si pensa. Usarlo in tal senso significa fare un errore grossolano con conseguenze negative per la digestione e la salute in generale. Aggiungiamo che questi frutti – se non perfettamente maturi – contengono una sostanza velenosa, la solanina, e per questo andrebbero consumati solo in stagione, ossia d’estate, e con la certezza che siano stati raccolti completamente maturi, perché è il sole che elimina questa sostanza.
Lo spazio limitato per questo articolo non ci consente di approfondire l’argomento delle combinazioni alimentari, ma fortunatamente esistono tantissimi libri e pubblicazioni valide che possono servire per comprendere bene questi principi basilari.
L’alimentazione moderna si caratterizza soprattutto per l’abbondanza e la varierà degli alimenti a disposizione. Da un lato, ciò è una fortuna perché ci mette a disposizione una ricchezza impensabile solo un secolo fa, ma dall’altro occorre conoscere attentamente le qualità e le caratteristiche di tutti questi cibi per non combinarli in modo scorretto e rendere così estremamente difficile la digestione.

 

Nadia e Giacomo Bo
www.ricerchedivita.it



Fonte: http://www.riflessioni.it/salute_alimentazione_naturale/combinazioni-alimentari.htm

mercoledì 23 aprile 2014

Nascita del tanaticismo


di McKenzie Wark
Non so perché continuiamo a chiamarlo capitalismo.
È come se ci trovassimo di fronte a una sorta di fallimento o diblocco della funzione poetica del pensiero critico. Anche i suoi adepti non hanno problemi a non chiamarlo più capitalismo. I suoi critici, invece, sembrano essersi ridotti ad aggiungere degli aggettivi: postfordista, neoliberale, oppure il quanto mai ottimista e seducente "tardo" capitalismo. Un termine agrodolce, dal momento che il capitalismo sembra destinato a seppellirci tutti.
Mi sono svegliato da un sogno con in testa l'idea che avrebbe più senso chiamare il capitalismo "tanaticismo" - da Thanatos, figlio diNyx (notte) e Erbos (oscurità), gemello di Hypnos (sonno), come Omero ed Esiodo sembrano più o meno concordare. Ho provato con "tanatismo" su twitter, e Jennifer Mills mi ha risposto: "Sì, mapenso che siamo di fronte a qualcosa di più entusiasticamente suicida. Tanaticismo?".
Questa parola mi sembra pertinente. Tanaticismo, come fanati[ci]smo: una gioiosa ed entusiasta voglia di morire. L'assonanza con "thatcherismo" è di aiuto. Tanaticismo: un ordine sociale che subordina la produzione di valori d'uso ai valori di scambio, a tal punto che la produzione di valori di scambio minaccia di estinguere le condizioni di esistenza dei valori d'uso. Come definizione approssimativa potrebbe funzionare.
Bill McKibben ha suggerito che gli esperti di clima dovrebbero andare in sciopero. Il Comitato Intergovernativo sul Cambiamento Climatico ha fatto recentemente uscire il suo reportper il 2013. Il documento più o meno ricalca quello del 2012, ma con maggiori prove, maggiori dettagli e con peggiori previsioni. Tuttavia non sembra accadere nulla che possa fermare il tanaticismo. Perché fare uscire un altro report? Non è la scienza che ha fallito, ma la scienza politica. O forse l'economia politica.
Nella stessa settimana, BP ha fatto presente la sua intenzione di dare fondo alle riserve di carbone di cui detiene i diritti. Gran parte del valore di questa azienda, dopotutto, consiste nel valore di quei diritti. Non estrarre, succhiare o fratturare il carbone per ottenere benzina sarebbe un suicidio per l'azienda. Tuttavia trasformare il carbone in benzina per poi bruciarla, rilasciando il carbone nell'aria, mette seriamente a rischio il clima.
Ma questo non conta nulla nella produzione di valori di scambio. Il valore di scambio srotola la sua logica intrinseca sino alla fine: l'estinzione di massa. La coda (il capitale) fa scodinzolare il cane (la terra).
Forse non è un caso che la privatizzazione dello spazio fa capolino all'orizzonte come opportunità di investimento proprio in questo momento in cui la terra è un cane sotto il controllo del capitale. I nostri governanti stanno coscientemente contribuendo all'esaurimento della terra. È per questo che stanno sognando di costruire degli hotel nello spazio. Non vogliono essere toccati dall'esaurimento della terra e vogliamo continuare a sviluppare grandi progetti.
In questo quadro è ovvio che agenzie come la NSA spiino chiunque. I governanti sono coscienti di essere i nemici dell'intera specie a cui apparteniamo. Essi sono i traditori della nostra specie. Per questo vivono nel panico e nella paranoia. Essi immaginano che siamo tutti là fuori pronti a catturarli [sarebbe davvero belloNota euforica dei traduttori]. Quindi lo stato diventa un agente di sorveglianza collettiva e una forza armata in difesa della proprietà. Il ruolo dello stato non è più quello di amministrare il biopotere. Lo stato è sempre meno interessato al benessere delle popolazioni. La vita è una minaccia per il capitale ed è trattata come tale.
Il ruolo dello stato non è di amministrare il biopotere ma di amministrare il tanatopotere. Chi sono i primi a cui va negato il sostegno alla vita? Quali popolazioni dovrebbero marcire e scomparire per prime? Innanzitutto quelle che non possono essere usate come forza lavoro o come consumatori, e che hanno smesso di essere fisicamente e mentalmente adatte per servire nell'esercito.
Molte di quelle popolazioni non hanno più il diritto di voto. A breve perderanno il diritto ad avere i buoni pasto e altre forme di supporto biopolitico. Solo chi vorrà e saprà difendersi dalla morte avrà il diritto alla vita.
Questo per quanto riguarda il mondo sovra-sviluppato. Mentre nel resto del mondo centinaia di milioni di persone vivono attualmente in condizioni di pericolo dovute all'innalzamento del livello dei mari, alla desertificazione e ad altre gravi fratture metaboliche fra società e ambiente. Tutti lo sappiamo: quelle popolazioni sono trattate come dispensabili.
Tutti sappiamo che le cose non possono continuare ad andare avanti così come sono. È semplicemente ovvio. A nessuno però piace pensarlo. Tutti amiamo le nostre distrazioni. Tutti ci facciamo adescare dal fascino del clic. Ma davvero: lo sappiamo tutti. E tuttavia c'è chi trae vantaggi dal mettersi a servizio della morte. Ogni accenno di scusa in favore del tanaticismo viene riempito da cascate di elogi.
Da tempo non possiamo più contare sulla figura dell'intellettuale pubblico; siamo però pieni di pubblici idioti. Chiunque abbia una storia da raccontare o un'idea su come "cambiare le cose" può avere un po' di attenzione mediatica, nella misura in cui riesce a distogliere l'attenzione dal tanaticismo - o, meglio, a giustificarlo. Perfino il migliore dei pubblici idioti di quest'epoca, alla fine, si rivela per ciò che è, ossia un venditore di auto usate. Non è certo un gran periodo per le arti retoriche.
È chiaro che l'università, per come la conosciamo, sparirà. Le scienze naturali, le scienze sociali e le discipline umanistiche, ciascuna nei propri modi, lottavano per accrescere i nostri saperi. Ma è molto difficile, a prescindere dalla disciplina, evitare di approdare alla conclusione che il regime oggi vigente sia il tanaticismo.
Tutto ciò che le discipline tradizionali possono fare è focalizzarsi su qualche piccolo problema assai circoscritto, su qualche dettaglio, al fine di evitare il quadro generale. E questo non è più sufficiente. Tuttavia, quelle forme di produzione di conoscenza che si concentrano su questioni minori o sussidiarie sono ancora pericolose. Esse stanno iniziando a scoprire ovunque tracce di tanaticismo all'opera.
Di conseguenza, l'università deve essere distrutta. Al suo posto, un'apoteosi di ogni forma di non-conoscenza. Stanno già emergendo tante nuove discipline, come le discipline inumane o le scienze antisociali: i loro oggetti di indagine non sono i problemi dell'umanità o delle società. Il loro oggetto è il tanaticismo: la sua descrizione, la sua giustificazione. È necessario identificarsi con (e celebrare) tutto ciò che si oppone alla vita. Un insieme di credenze così poco plausibile e disfunzionale necessita, per imporsi, di cancellare qualunque rivale.
Tutto ciò è deprimente. Ma la depressione, d'altronde, è sussidiaria al tanaticismo. È previsto che tu sia depresso, ed è previsto che tu ritenga di esserlo per via di un tuo problema o di una tua carenza individuale. Il tuo brillante e illusorio mondo fantastico cade di colpo in mille pezzi, ed ecco che ti appare la nuda realtà tanatica - e tu pensi che sia per colpa tua. È colpa tua perché hai smesso di crederci. Vai da uno strizzacervelli. Prendi un po' di psicofarmaci. Oppure fatti un po' di shopping-terapia.
Il tanaticismo cerca anche di assimilare coloro i quali sollevano dubbi su questo modo di governare, ma lo fanno attraverso una cosmesi della loro critica. Esso li trasforma in nuove iterazioni di produzione tanatica. "Comprati una macchina ecologica!" "Fa la raccolta differenziata! No, cazzo, falla bene! Separa quella merda!" Ancora una volta, come nel caso della depressione, tutto si riduce alle tue virtù e alla tua responsabilità personale. È colpa tua se il tanaticismo vuole distruggere il mondo. È colpa tua perché sei tu che consumi, ma d'altronde non hai scelta.
"Anche le nostre civilizzazioni sanno di essere mortali", scrisse Paul Valery nel 1919. In quegli anni, dopo la più feroce e inutile tra le guerre mai verificatesi, una considerazione del genere appariva in tutta la sua chiarezza. Ma noi abbiamo perso quella chiarezza. Quindi faccio una modesta proposta. Chiamiamo almeno le cose con il loro nome. Questa è l'era del tanaticismo: il modo di produzione della non-vita.
Svegliatemi quando sarà finito.

(23 aprile 2014)

La riflessione di McKenzie WarkBirth of Thanaticism, è apparsa suPublic Seminar il 3 aprile 2014. La traduzione è di Nicola PeruginiFederico Zappino per il lavoro culturale.


Fonte: http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=102090&typeb=0&Nascita-del-tanaticismo

mercoledì 16 aprile 2014

BUFALE E VERITÀ SU PH E ALCALINIZZAZIONE


LETTERA

SU INTERNET SI GIOCA A FARE FUMO E A DISORIENTARE

Ciao carissimo Valdo, gradirei avere da te, tempo permettendo, un TUO prezioso commento sull'articolo e di questo sito: http://medbunker.blogspot.it/2012/06/dieta-alcalina-alla-base-della-bufala.html Grazie di cuore per tutte le cose di inestimabile valore che stai donando alla comunità. Cari saluti.
Fabrizio

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DOCUMENTO ALLEGATO (PRESO DA MEDBUNKER - sottotitoli di VV)

Dieta alcalina: alla base della bufala

PRIMA PARTE - CONDIVISIBILE

TANTE LEGGENDE SUL TEMA DELL'ACIDO E DELL'ALCALINO

Dieta alcalina (o basica) per stare bene ed evitare le malattie. Deacidificazione, disintossicazione dagli acidi, acque alcaline che migliorerebbero la salute guarendo anche le malattie più gravi. Negli ultimi anni soprattutto in "ambienti alternativi" spopolano le affermazioni che darebbero alla dieta (ed alle terapie) "deacidificanti" o "alcalinizzanti" dei poteri curativi innumerevoli, addirittura per curare il cancro. Cosa significa? E' vero che "alcalinizzando l'organismo" si vive meglio? Bisogna partire dall'inizio ed essendo l'argomento molto tecnico proverò a semplificarlo. Intanto è proprio questo il motivo di tante leggende sul tema, la soluzione di tutti i mali è una conclusione banale che semplifica qualcosa che di banale non ha nulla e quindi, come spesso capita, è una sciocchezza.

SPIEGAZIONE ELEMENTARE DELLA SCALA ACIDO-ALCALINA

Partiamo da un dato. Il nostro sangue è lievemente alcalino. Cos'è "l'alcalinità"? Ogni soluzione ha un suo pH. Si tratta della scala di misura dell'acidità o della basicità di un composto. Questa scala va da 0 a 14. Se una soluzione ha pH 0 (zero) è un acido forte (si tratta cioè di una sostanza molto acida), se ha pH 14 è una base forte (è cioè molto basica, alcalina), una soluzione con pH 7 si dice neutra(non è cioè né acida né alcalina), un esempio di quest'ultimo caso può essere l'acqua pura. L'acidità e la basicità di una soluzione si misurano con appositi strumenti (anche molto semplici, come le cosiddette "cartine tornasole", delle striscette di carta che reagiscono colorandosi in maniera differente secondo il pH riscontrato).

IL NOSTRO VALORE DEL SANGUE STA SUL 7,4 E NON GLI È CONCESSO DI VARIARE

Questa differenza è dovuta alla concentrazione di ioni idrogeno (H+) presenti nella sostanza che esaminiamo. Si tratta di temi strettamente tecnici, chimica e fisica che però possiamo provare ogni giorno perchè presenti in moltissimi fenomeni che ci circondano. Il succo del limone è acido (definiamo così anche il suo sapore), il bicarbonato è basico, alcalino (ma l'alcalinità ha un sapore amarognolo). Siamo circondati da sostanze acide, da altre basiche ed ognuna ha queste caratteristiche espresse in grado diverso. Fin qui qualche ricordo di chimica può aiutarci. Il nostro sangue ha un pH lievemente alcalino: 7,4. Se questo valore diminuisce (quindi va verso lo 0) o aumenta (verso il 14) anche di poco non potremmo sopravvivere perchè la maggioranza dei meccanismi che ci consentono la vita non funzionerebbero e verrebbero danneggiati in pochissimo tempo (pochi minuti!). In realtà il nostro pH non è un valore fisso, varia di pochissimo (per esempio un pH di 7,3 o di 7,5 per pochi minuti, potrebbe non provocare danni particolari) ma viene subito riportato alla norma da una serie di meccanismi che tutti noi mettiamo in atto apposta, involontariamente ma in maniera addirittura visibile.

POLMONI E RENI STRUMENTI REGOLATIVI DEL PH

Quando per qualsiasi motivo il pH del nostro sangue vira verso l'acidità o la basicità, riusciamo a riportarlo alla norma principalmente mediante due mezzi: i reni e la respirazione. Il mezzo più imponente è la respirazione: espirando (quindi emettendo aria) eliminiamo delle sostanze in modo da riportare il pH nella norma, quando serve i nostri polmoni riescono a riportare il pH alla normalità in tempi brevissimi (si pensi all'apnea, il respiro affannoso che segue ha questo scopo, i recettori che regolano la respirazione reagiscono ad un aumento della CO2). I reni hanno un ruolo meno importante ma molto più raffinato: eliminano con l'urina le sostanze che condizionano il pH, la quantità di sostanze espulse è minore di quella emessa dai polmoni ma si tratta di sostanze organiche non volatili e che quindi non evaporano, queste ultime le espelliamo dai polmoni. Troppo difficile?

SFORANDO I MARGINI ESTREMI 6.8 E 7.8 C'È COLLASSO CARDIACO ASSICURATO

Allora facciamola ancora più complicata. Se per qualsiasi motivo il pH del nostro organismo non è stabile (quindi va "oltre" la normalità del 7,4, verso l'acidità o la basicità) si entra in uno stato patologico. Se si va invece verso l'acidità si parlerà di acidosi metabolica. Al contrario si parlerà di alcalosi metabolica quando il pH va verso l'alcalinità o la basicità. Sono due condizioni che, se non rapidamente risolte, possono portare alla morte in breve tempo (per valori di pH inferiori a 6,8 e superiori a 7,8).

ESISTONO SOSTANZE CORROSIVE E PERICOLOSE

Perchè è tutto così complicato? Semplice: se così non fosse basterebbe mangiare un limone per rendere acido il plasma sanguigno e morire o assumere un cucchiaio di bicarbonato di sodio per avvelenarsi. E' chiaro che l'organismo ha i mezzi per correggere piccole variazioni di pH (che avvengono quotidianamente) ma se queste variazioni fossero improvvise e violente, il rischio di un'impossibilità di riequilibrio sarebbe altissimo. Una base forte (come l'ammoniaca) o un acido forte (come l'acido cloridrico) hanno la capacità di danneggiare direttamente le strutture dell'organismo (ed in generale ogni struttura organica), per questo si tratta di sostanze corrosive e pericolose.

IL CORPO LAVORA COSTANTEMENTE PER RISTABILIZZARE E RINORMALIZZARE (NON VA MAI CONTRO SE STESSO!)

Il nostro organismo quindi lavora continuamente per mantenere il pH ai valori fisiologici. Quando assumiamo una sostanza acida, i recettori presenti in tutto l'organismo avvertono la novità ed il corpo mette in moto i meccanismi che permettono al pH di rimanere stabile. Tutto il giorno, anche mentre dormiamo, polmoni e reni (ed altri organi per altri aspetti) operano in silenzio per mantenere il pH attorno al valore di 7,4.

LA DIETA ALCALINA DI UN FURBASTRO COME ROBERT YOUNG

Ma allora cosa vuol dire dieta alcalina o alcalinizzare il corpo? A cosa serve? Sarebbe davvero un beneficio per la salute? Sono tanti i siti pseudoscientifici ed i naturopati che consigliano una dieta ricca di alcali per migliorare la condizione del nostro organismo o per evitare spiacevoli disturbi, molti fanno risalire l'origine di questa bizzarra teoria alle idee di un certo Robert Young, presunto medico (ha ottenuto una laurea on line da un'università non riconosciuta chiusa per aver truffato i propri allievi) che ha scritto un libro sull'argomento. Mangiando soprattutto frutta (non tutti i tipi), alcuni legumi, ma soprattutto evitando cibi "acidi" quali la carne, i grassi, i fritti, il nostro corpo ne risulterebbe alcalinizzato con un risultato eccezionale sulla salute. Qualcuno afferma anche che questa dieta prevenga e curi (!) alcune malattie, anche gravi.

MADORNALI ERRORI ALIMENTARI, CON INVENZIONI, STRAFALCIONI ED ASSURDITÀ

In realtà è una bugia, non serve a nulla, è semplicemente una truffa inutile: una bufala. Il libro di Young è un insieme di madornali errori alimentari, ricco di invenzioni, veri e propri strafalcioni ed assurdità, basti pensare che il limone ed il pomodoro sono inseriti tra gli alimenti alcalini quando sappiamo che sono fortemente acidi. Non solo. Young consiglia di evitare alimenti fermentati, yogurth, vino, in quanto produrrebbero batteri, dimenticando che se il nostro organismo fosse privo di certi batteri, avremmo pochissime armi contro le infezioni più comuni. In realtà l'eventuale acidità o basicità di un alimento che introduciamo con la dieta non ha alcuna rilevanza né influenza sul pH del nostro sangue.

C'È ANCHE IL SOLITO EFFETTO PLACEBO

Insomma, una vera e propria sciocchezza. Qualcuno che ha seguito questa dieta riferisce miglioramenti evidenti ed un migliore stato di salute. Probabilmente non pensa al fatto che non è la bizzarra dieta alcalina a farlo stare meglio ma la maggiore attenzione a ciò che si mangia evitando inoltre alimenti grassi e pesanti.

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SECONDA PARTE - TUTTA DA BOCCIARE (LO SPIEGO NELLA RISPOSTA IN FONDO)

IMPOSSIBILITÀ DEL CIBO ALCALINO DI MANTENERE LA SUA POTENZA ALCALINA

Esistono almeno tre motivi per i quali nutrirsi di alimenti alcalini non serve a nulla in termini di salute: 1) Un alimento alcalino, subito dopo l'ingestione, viene a contatto con i succhi gastrici presenti nello stomaco che, come tanti sanno, sono fortemente acidi. Questo incontro neutralizza l'alcalinità dell'alimento che al momento di venire assimilato è praticamente neutro (o addirittura acidificato). 2) Anche se esistesse un alimento che riuscisse a mantenere la sua basicità dopo il passaggio dallo stomaco, fino a riuscire a far variare il pH del sangue, si metterebbero in moto tutti i meccanismi spiegati prima che rimedierebbero come abbiamo visto, riportando immediatamente il pH ai valori consueti. 3) Anche se esistesse (ma non esiste) un alimento commestibile che dopo aver sorpassato indenne l'acidità gastrica e non aver scatenato i meccanismi di regolazione del pH, riesca a rendere "basico" il nostro sangue, basterebbero pochi minuti di questa condizione per andare in alcalosi metabolica. Se esistesse questo tipo di alimento, sarebbe un veleno e mangiarlo significherebbe morire, altro che salute. Naturalmente questo accade anche in caso di alimentazione acida. Normalmente, assimilare sostanze acide non cambia in maniera rilevante il pH del nostro sangue ma, anche se lo facesse, interverrebbero meccanismi specifici a correggere la situazione, che sarebbe patologica. Se un individuo decidesse di nutrirsi con una dieta pesantemente alcalina potrebbe spostare il pH del suo sangue (di poco) verso l'alcalinità ma questo succederebbe per pochissimo tempo (qualche ora al massimo) e quindi non si avrebbe alcun beneficio in nessun contesto. Se in qualche modo riuscisse a mantenere un'alcalinità elevata per un prolungato periodo di tempo si suiciderebbe senza scampo. Se usasse alcali forti, si procurerebbe gravissime lesioni (la soda caustica, per esempio, ha pH 14).

NON VI È MODO DI ALCALINIZZARE IL SANGUE

Per questi motivi è chiaro che non esiste dieta alcalina, non vi è modo e non sarebbe nemmeno salutare alcalinizzare il sangue e, se il nostro pH ha un valore ben preciso, un motivo ci sarà. Non solo: i seguaci di questa inutile pratica, non si rendono conto che nulla, nel nostro corpo, succede per caso. L'eliminazione renale delle sostanze acide rende le urine a pH lievemente basso (quindi lievemente acido) e questo ha uno scopo ben preciso: sfavorire la crescita batterica. Una dieta alcalina quindi, non solo non ha alcun significato ma potrebbe esporre a problemi di salute. Una delle stupidaggini a cui credono i seguaci di queste pseudo-diete è quella che si possa controllare lo stato di salute del corpo controllando il pH urinario, se acido, bisognerebbe correggerlo. In realtà il pH urinario è necessariamente lievemente acido (anche se il suo pH varia durante il giorno e secondo la dieta e le condizioni di salute) per il semplice motivo che sta eliminando, attraverso i reni, i residui che il nostro corpo non trattiene. Come si vede, nulla nel nostro corpo è un caso e forse non tutti sanno che persino la pelle ha un pH lievemente acido che sfavorisce lo sviluppo batterico.

SONO I MINERALI CHE MIGLIORANO LE PRESTAZIONI E NON LA FRUTTA

Qualche studioso ha notato come una dieta alcalina potesse apportare dei benefici di vario tipo alla salute, il problema di questo tipo di analisi è che non si analizzano gli ostacoli (che ho descritto) che rendono questo tipo di alimentazione inutile e che si confonde l'azione della sostanza alcalina con quella delle sostanze che gli questi alimenti alcalini contengono. In uno studio ad esempio si nota come una dieta ricca di frutta e verdura alcaline migliori le prestazioni muscolari per aumentata concentrazione di potassio e magnesio. Il problema è che sono questi minerali che migliorano le prestazioni muscolari (ed è noto da tempo) e non certo l'alcalinità degli alimenti, un po' come se sostenessi che l'assunzione di un alimento acido come il caffè stimola il sistema nervoso: è la caffeina che ha questa azione, non certo l'acidità della sostanza.

GLI INTEGRATORI NON FANNO NULLA O SONO MOLTO PERICOLOSI

Esistono anche alcuni integratori in vendita che avrebbero lo scopo di alcalinizzare l'organismo e visto quello che sappiamo a proposito del pH sono due le cose: o questi integratori non fanno nulla o sono molto pericolosi per la salute. Io propendo per la prima ipotesi con il danno al portafoglio in aggiunta, che sempre danno è.

*****

RISPOSTA

TROPPO IMPORTANTE IL PH PER NON CAPIRLO A FONDO

Hai fatto benissimo, Fabrizio, ad inviarmi questa informazione. Mi aiuti così a spiegare ancora meglio un problema mal-digerito e mal-compreso dal 99% della popolazione mondiale. Questo articolo non è buono, ma addirittura eccellente. Peccato che lo sia solo nella parte iniziale, e che a un certo punto venga a mancare del tutto la logica e la chiarezza, quasi che l'articolo fosse stato scritto da due diversi autori, ricercatore scrupoloso e trasparente il primo, maldestro-incompetente-superficiale, disposto a conclusioni affrettate e cervellotiche il secondo.

QUI C'È LO ZAMPINO DEI MANIPOLATORI

Ho la netta impressione che l'articolo sia stato davvero manipolato e che la seconda parte, quella critica e sbilenca, abbia subito pressioni medicali per sostenere in qualche modo le teorie mediche sull'indifferenza e sull'irrilevanza del cibo nei riguardi delle varie patologie. Anche una teoria qualunquistica e banale, come quella del poco-ma-di-tutto intriso in diversi litri di acqua al giorno, ha evidentemente bisogno di qualche sostegno ideologico.

IL NOSTRO SANGUE ALCALINO NON È SPOSTABILE E RESTIAMO ESSERI FRUTTARIANI CHE CI PIACCIA O NO

D'accordissimo sul fatto che non sia possibile spostare di molto il pH alcalino del sangue, ma è dimostrato che lo spostamento ancorché minimo del pH comporti provvedimenti tampone e richiami di osseina dalle ossa, con conseguenti osteoporosi. Ed è proprio lì che fallisce il preteso apporto di calcio da parte dei latticini!

ROBERT YOUNG È DA SEMPRE SULLA MIA LISTA NERA

Non me ne voglia il suo autore, mi sono permesso di mettergli pure i sottotitoli onde renderlo più leggibile e scorrevole. Per quanto mi concerne, ho sempre pensato che Robert Young non la raccontasse giusta. Uno che scrive un testo come "Il miracolo del pH alcalino", impostandolo su basi prese e copiate a piene mani dall'igiene naturale, per poi finire in conclusioni mercantilistiche di tipo ortomolecolare, alla Linus Pauling e alla Kousmine tanto per capirci, non se la può passare liscia con me.

HIROMI SHINYA BIDONISTA ECCELLENTE

Ho sempre criticato Tullio Simoncini, per l'idea del bicarbonato e del cancro equivalente al fungo. Ho sempre bollato di eresia gli esaltatori del cloruro di magnesio, o quelli dei sali colorati dell'Himalaya. Per non dire il dr Ray Strand, entusiasta diffusore di pasticche, o i deprecabili mercanti stile lo giapponese Hiromi Shinya con la sua bidonistica acqua Kangen. O anche Jeffrey Noah, presidente della Nezyme Inc e della EFI (Enzyme Formulation Inc), multinazionali importanti quanto e più della Coca-Cola, grazie alla immonda speculazione sugli enzimi e sulla stupidità alimentare umana.

NORMAN WALKER E CLAUDIO CAPOZZA TRA I NOMI AFFIDABILI DI IERI E DI OGGI

Non ho esitato a contestare colleghi conferenzieri come il dr Francesco Oliviero, per lo stesso motivo. Ho evidenziato pure i limiti del dr Fereydoon Batmanghelidj e del suo testo "Il tuo corpo implora acqua", preferendogli per molti aspetti il classico "Water can undermine your health" (L'acqua può minare la tua salute" del dr Norman Walker (1886-1995), o anche l'ottimo dr Claudio Capozza, medico italiano operante in Australia. Le mie tesine sull'acqua e sugli integratori parlano chiaro e testimoniano la mia linea coerente ed inalterata su questi argomenti.

CON LA DIURESI E IL SISTEMA RENALE NON SI SCHERZA

Che il mondo strabocchi di millantatori, di furbastri e di sperticati mercanti non è una novità. Troppo importate la diuresi per lasciarla nelle mani degli speculatori. Diuresi significa espulsione di acque reflue, stanche e stagnanti dal corpo. Diuresi significa attivazione del ricambio idrico. Diuresi significa salute acido-alcalina e funzionalità renale.

LE BEVANDE DISIDRATANTI E I CIBI RITENTORI

Caffè, the, cole, Redbull, Gatorade, alcol e bevande gassate sono dei disidratanti innaturali ed invasivi, per la lor forte azione corrosiva ed acidificante, micidiale davvero sul sistema renale e sull'ormone ipofisario vasopressina, regolatore e distributore di acqua nel corpo. Farmaci, vaccini, integratori, fumo, cadaverina, acidi urico, ammoniaca, sale, zucchero sono invece ritentori, trattenitori e ritardatori del ricambio. E, non dimentichiamolo, troppa acqua nei tessuti e nelle cellule significa cancro.

DUE SOLTANTO I FATTORI DI CANCRO PER IL GRANDE WARBURG

Non a caso il grande medico tedesco Otto Heinrich Warburg, Nobel della medicina nel 1931, quando il Nobel aveva ancora del valore, identificò nell'acidificazione alimentare e nella inattività fisica (e conseguente precaria ossigenazione cellulare) i due maggiori fattori di cancro.

UN CONTO È ASSORBIRE SUCCO ZUCCHERINO E CLOROFILLA, E UN ALTRO È INGOZZARSI DI SANGUE E GRASSI ANIMALI

Tarassaco, cicoria, ciliegie, equiseto, malva, pesca, asparagi, acetosa, anguria, meloni, uva sono invece diuretici naturali e non causano alcuna disidratazione per il sostanzioso apporto di micronutrienti e di acqua biologica. Questi sono fatti incontestabili e non opinioni. Personalmente sono d'accordo sul fatto che l'agente vero di cambiamento e di guarigione rimanga sempre il sistema immunitario. Ma è innegabile che i frutti della natura offrano le basi fondamentali per un buon funzionamento delle difese e per una digestione priva di costi. Non è affatto indifferente alimentarsi bene e alimentarsi male, questo intendo dire.

L'AUTORE HA IL PREGIO DI METTERE A NUDO GLI IMBROGLI DELLE INTEGRAZIONI

L'autore dell'articolo mette a nudo magnificamente le incongruenze e gli imbrogli che si nascondono dietro il discorso acido-alcanino commerciale, tipo di tutti i fabbricanti di pasticche integratrici, di acque minerali e di cibi vitaminizzati e rinforzati, autentiche bombe patologiche sponsorizzate e suggerite quotidianamente da medici e pediatri.

PURTROPPO INCIAMPA NEI SUOI PRECONCETTI E NEI SUOI VUOTI DI LOGICA

Dove sbaglia, e la cosa non è da poco conto, è nel non differenziare con chiarezza gli alimenti alcalini in partenza e acidificanti in arrivo come carne e latticini (che acidificano davvero il sistema) ed elementi acidi in partenza e alcalinizzanti in arrivo come limoni, agrumi o e melograni (che alcalinizzano il sistema, nella parte suscettibile del corpo e in quello strettissimo margine operativo in cui si muove il pH del sangue intorno al pH 7.4,vale a dire da 7.35 a 7.55).

IL FATTORE PH-DETERMINANTE STA NELLE CENERI RILASCIATE DAL CIBO, OLTRE CHE NEI RESIDUI PUTREFATTIVI

Non ci arriva perché non ha capito una cosa fondamentale. Ed è che il fattore acidificante o alcalinizzante va misurato non nelle condizioni di partenza o in quelle intermedie del bolo, ma nelle ceneri rilasciate in zona duodenale. La sua chiarezza iniziale si stempera all'improvviso e diventa ragionamento sconnesso, fumoso e contraddittorio, quando afferma che sono i minerali della frutta e non la frutta ad alcalinizzare. Non è con le amnesie mentali e col buio fitto che uno può pretendere di smentire i fatti o concreti e la logica multicentenaria della scienza igienistica. Lo sanno anche le formiche che il limone alcalinizza e che la carne acidifica. Lo sperimentiamo noi stessi nella pratica di ogni giorno. Non vorrà l'autore di tale articolo smentire la rotazione terrestre e l'alternarsi del giorno e della notte.

LA CONCLUSIONE FINALE È VERA, MA IL MODO DI ARRIVARE AD ESSA È ABERRANTE

Tanta è la sua confusione mentale che la sua tesi vorrebbe contraddire i venditori di pillole integratrici ma alla fine finisce per approvarne i principi. Sono essi i primi a sostenere che non è il frutto o quello che sta nel frutto, ma il minerale chimico in sé ad essere utilizzato, senza diversificazioni tipo inorganicità e organizzazione clorofilliana. Paradossalmente, l'ultimissima frase, dove dice che gli integratori non fanno nulla o sono molto pericolosi, è quanto mai veritiera e condivisibile, ma questo non fa che evidenziare ancor di più le incongruenze dei due precedenti paragrafi.

TESINE DA LEGGERE

- Acqua alcalina o alimentazione alcalina? del 17/10/11
- Acqua distillata, acqua leggera e acquavendoli, del 12/10/11
- L'acqua alcalina dei miracoli, del 3/10/11
- La controversia infinita sull'acqua, del 24/6/10
- Il bere masochistico e delinquenziale, del 14/9/09
- Il buco nell'acqua, del 31/1/10
- Il meccanismo patologico infiammatorio e i punti deboli della formula ossidativa del dr Strand, del 17/5/08 (su www.medicinanaturale.biz)
- Integratori velenosi e fonti attendibili, del 13/5/11
- Pauling e il bidone ortomolecolare, del 7/7/11
- Non esistono sostanze magiche, del 15/1/12
- Vivere alcalini uguale vivere felici, del 24/11/12
- Cancro senza veli, dell'8/11/12
- Radicali liberi, stress ossidativo e chiave flavonoica al benessere dell'11/2/13

Valdo Vaccaro

Fonte: http://valdovaccaro.blogspot.it/2013/02/bufale-e-verita-su-ph-e-alcalinizzazione.html

martedì 15 aprile 2014

Capitalismo clientelare e welfare state: culo e camicia





di Gary North


Remnant Review

Il primo di ottobre è stato il giorno del nuovo anno fiscale per il governo degli Stati Uniti. Poco conosciuto al grande pubblico, è il giorno di festa più bello per l'establishment. Vi spiego perché. Ha a che fare con la spesa pubblica: Chi vince? Chi paga?

Lo stato sociale americano è generalmente supportato dai ricchissimi. Sbancano attraverso il welfare state. Perché? Perché il welfare è visto dai liberal come un modo per giustificare l'espansione del governo federale, in modo che quest'ultimo possa proteggere gli interessi dei super ricchi. Questa storia è andata avanti per così tanto tempo che è sorprendente che la classe chiacchierona -- per lo più uomini di sinistra -- non lo capisca.

I Democratici di sinistra fanno costantemente pressione per maggiori programmi di welfare. Pensano che saranno i ricchi pagarli. Per capire la stupidità di questa tesi, guardate questo grafico a torta sulla spesa federale. Chiedetevi: Chi vince? Chi paga?



Guardate la spesa per la difesa. Chi vince? Una manciata di aziende di grandi dimensioni. E' grasso che cola per i ricchi. Lo è sempre stato.

Guardate i pagamenti netti degli interessi. Pensate che il denaro vada ai ricchi? Quanto paga il governo degli Stati Uniti? Sotto il 3% all'anno. I super ricchi non comprano tali investimenti a bassa retribuzione. E chi allora? I fondi pensione, le compagnie di assicurazione, i fondi del mercato monetario e le banche. Questo tasso di rendimento è per la classe media. Il tasso di interesse al netto delle imposte non tiene il passo con l'inflazione dei prezzi. Chi paga? I ricchi ne pagano una buona parte come contribuenti. A loro non importa. Perché no? Perché questo livello di debito garantisce un governo federale enorme. Con i profitti che fanno grazie alle barriere all'ingresso, rappresenta solo un costo del fare business.

Ora diamo un'occhiata alle porzioni consistenti: Previdenza Sociale e Medicare/Medicaid. Costituiscono il 45% della spesa federale. Chi paga? I lavoratori. L'imponibile previdenziale sullo stipendio è di circa $110,000 l'anno. Quindi il lavoratore ed il suo datore di lavoro pagano circa $16,000 all'anno. Per i super ricchi questa tassa è irrilevante -- invisibile.

Capite quello che hanno fatto gli elettori? Hanno creato due giganteschi programmi di welfare politicamente intoccabili e finanziati dalla classe operaia. Questi programmi sono così enormi che non sarà imposto nessun nuovo programma di spesa maggiore. Hanno messo un tetto alla crescita del welfare state. Il welfare non può toccarli. Ora sono immuni.

E l'ObamaCare? Lo pagheranno i lavoratori. Lo pagheranno i poroprietari di piccole imprese.

Che dire dei buoni alimentari, chiamati SNAP? Costano $75 miliardi l'anno. Chi ottiene questo denaro? L'agroalimentare. In breve, i buoni alimentari sono un sussidio per i super ricchi mascherato da aiuto per i poveri.

L'imposta sul reddito è stata un problema, la quale è passata dal 25% nel 1920 al 63% nel 1932, al 79% nel 1936, al 94% nel 1944. Truman la portò di nuovo al 91% nel 1948, dove è rimasta fino a quando Kennedy fece in modo che il Congresso la lasciasse scendere al 70%. Reagan la abbassò a tappe, fino ad arrivare al 28% nel 1988. Nessun presidente sin da allora l'ha sollevata al di sopra del 40%.

Sappiamo che gli americani non accetteranno tasse federali di sopra del 20% del PIL. Nel 1944, durante la seconda guerra mondiale, arrivarono al 20.8%. Oltre questa cifra non si può andare. Così gli elettori hanno posto un tetto sulla tassazione complessiva. Il governo federale è arrivato a questo tetto. I nuovi programmi devono essere finanziati con prestiti. Quando questa strategia non sarà più disponibile a tassi bassi, cosa che accadrà ad un certo punto, lo stato sociale andrà a gambe all'aria, tranne che per i pagamenti ai vecchietti.

La sinistra ha sparato le sue cartucce politiche. Non ci sono più soldi federali da toccare. I vecchietti rivendicano i programmi più importanti del welfare, e questi programmi sono pagati dalla classe operaia non dai ricchi.



I RICCHI DIVENTANO PIU' RICCHI

Nel corso dell'ultima generazione, le persone nell'1% di reddito più alto hanno visto aumentare le loro entrate anno dopo anno (tranne nel 2008-9). L'uomo della strada non ha visto alcun aumento significativo. In termini di reddito familiare, una famiglia di oggi se la cava come se la cavava una famiglia del 1988, al netto dell'inflazione dei prezzi.

Abbiamo eletto Clinton? Sì. Che programma di welfare ha approvato? Nessuno. Abbiamo eletto Obama? Sì. Ci ha dato l'ObamaCare. Non è pagato dai ricchi. Forse Bush II ha imposto il più grande programma di welfare dal 1965? Sì. Il disegno di legge sulle prescrizioni dei farmaci. Non è pagato dai ricchi.

Il welfare americano non è pagato dai ricchi. Ma la pretesa è sempre la stessa nei circoli di sinistra: "Ingrandire il governo federale. Fate in modo che il governo ridistribuisca la ricchezza." Queste persone apprendono lentamente.

Gli esponenti della sinistra sono incredibilmente ingenui dal punto di vista politico. Non capiscono che questo sistema è stato progettato per i super ricchi, ed è stato giustificato mascherandolo come aiuto ai poveri. L'obiettivo dei super ricchi è quello di espandere il potere del governo federale, che controllano la maggior parte del tempo. Hanno avuto il controllo sin dall'elezione di McKinley nel 1896. Penso che abbiano avuto il controllo sin dall'elezione di Abraham Lincoln. Traggono beneficio dall'espansione del governo federale. Se riescono solo a mantenere le aliquote marginali basse, sbancano. L'hanno fatto sin dai tempi di Kennedy. I Democratici non sono stati in grado di ottenere le aliquote pre-Reagan.

Al crescere del governo federale, i ricchi diventano più ricchi. Anche il povero diventa un po' più ricco: effetto del capitalismo. In generale, la classe media diventa un po' più ricca. Ma il ricco diventa più ricco di tutti, e si arricchisce di più in modo costante. La base della creazione di ricchezza è l'imprenditorialità. La base per conservare la ricchezza dopo essere diventati molto ricchi è la creazione di restrizioni nei confronti di nuovi imprenditori in arrivo e in competizione contro di voi. Ciò è stato compreso alla fine del XIX secolo, e dopo il 1887 i super ricchi negli Stati Uniti hanno perseguito sistematicamente l'espansione del governo federale (perché un governo federale più grande regolamenterebbe di più l'economia). Nel 1887 il Congresso creò l'Interstate Commerce Commission. Questo fu l'inizio del sistema di regolamentazione che ha protetto i super ricchi sin da allora. Il movimento progressista lo ha espanso dopo il 1896: l'elezione di McKinley. Ha accelerato la sua epsansione sotto tre progressisti: Teddy Roosevelt, Taft e Wilson. E' rallentata sotto i non-progressisti Harding e Coolidge. Ha accelerato di nuovo sotto il progressista Hoover. Poi è arrivato Franklin Roosevelt, l'ex-venditore di bond di Wall Street. (Antony Sutton, Wall Street e FDR.)

Questa connessione politica ed economica tra la regolamentazione e la tutela dei super ricchi è nota da mezzo secolo. Nel 1963 lo storico della New Left Gabriel Kolko c'ha scritto un libro: The Triumph of Conservatism. Ha mostrato come l'apparato normativo del governo federale sia stato promosso dai ricchi, che in teoria avrebbero dovuto essere gli obiettivi della regolamentazione. Ma per 50 anni la sinistra non ha capito che queste sono le regole del gioco. Né l'ha capito la destra, ad eccezione di una manciata di economisti liberisti e libertari seguaci di Rothbard.

Non c'è alcuna indicazione che David Rockefeller e altri membri dei super ricchi siano in qualche modo contrari all'espansione dello stato sociale. Anzi lo promuovono. Il World Economic Forum, l'assemblea annuale dei super ricchi che controllano la ricchezza del mondo, vede sempre invitato l'organizzatore politico/religioso Jim Wallis. Perché? Perché i suoi discorsi placano il senso di colpa dei ricchi, ed i suoi programmi, anche se promulgati, rafforzerebbero solo la mano del governo federale. Dando sostegno morale ai poveri con un paio di centinaia di miliardi di dollari l'anno, da un bilancio da $3.5 bilioni, i super ricchi guadagnano legittimità per un governo federale espanso. Un governo federale espanso è quello che li mantiene ricchi.

Quello che terrorizza i super ricchi è il laissez-faire. Se il governo si riducesse di nuovo a dove era prima del 1900, i super ricchi dovrebbero competere. Scoprirebbero che la vita sarebbe più difficile senza il governo federale. Tutto il parlare nel secolo scorso della redistribuzione della ricchezza ha portato ad un sistema in cui i super ricchi gestiscono lo spettacolo. Potreste pensare che i liberal avrebbero imparato qualcosa, ed invece no. La retorica è ciò che conta, i fatti non contano.

Questo vale anche per i conservatori, che sono convinti che la nascita dello stato sociale sia una minaccia per i ricchi. Non riescono a capire come il sistema ha funzionato per un centinaio di anni. Non riescono a capire che i super ricchi sono a favore dell'estensione dei programmi del governo federale promossi dall'ala sinistra del Partito Democratico. I super ricchi, essendo super ricchi, sono disposti a pagare le tasse quando vogliono, o mettere i soldi in fondazioni quando non vogliono. In entrambi i casi, conservano le loro enormi ricchezze. Aumentano la loro quota di questa ricchezza. Eppure tutto è stato fatto mediante l'espansione del welfare state.

Quando la gente scoprirà la vera natura di questo gioco? Lo scopo di questo gioco è quello di espandere il governo federale, mascherandolo come aiuto dei poveri, lanciando ai poveri un paio di centinaia di miliardi di dollari l'anno e creando barriere all'entrata che proteggano i super ricchi. Una volta che si raggiunge questo obiettivo, lo si tiene stretto, se siete super ricchi. Il libero mercato non vi permetterebbe di tenerlo a meno che non innoviate, ma il libero mercato non viene lasciato operare. Ciò compiace l'ala sinistra del Partito Democratico, e compiace anche i super ricchi.

Il capitalismo clientelare favorisce i super ricchi. I super ricchi sono disposti a pagare le imposte sul reddito per finanziare una piccola porzione dello stato sociale, perché il grosso del welfare è finanziato dalle tasse sulla classe media. I super ricchi non pagano molto per Previdenza Sociale e Medicare/Medicaid. La classe operaia paga: tassazione "regressiva." Questi sono i più grandi programmi di welfare esistenti ed i super ricchi evitano di doverci mettre molti soldi; per loro risulta un ottimo affare. L'apparato normativo del governo federale continua a crescere, ed il bilancio dei super ricchi continua a crescere.

Pensate un attimo a come funziona questo sistema. Consideratelo dal punto di vista della politica nazionale. L'Establishment si occupa del movimento conservatore continuando ad espandere il bilancio della difesa. Fino a quando i politici sono disposti a votare per espandere il bilancio del Dipartimento della Difesa, troveranno supporto dal movimento conservatore. I conservatori vogliono pistole, non burro.

I conservatori non vogliono sfidare Previdenza Sociale e Medicare/Medicaid. C'hanno scommesso su, sono determinati ad ottenere il denaro. Il movimento del Tea Party li farebbe esplodere all'istante se esistesse uno sforzo sistematico per chiedere un default di Previdenza Sociale e Medicare. Politicamente, questo è esattamente ciò che vuole l'Establishment. Questo garantisce che Previdenza Sociale e Medicare continueranno ad ottenere quote di tutta la spesa sociale del governo federale. Ciò significa che i ricchi non dovranno pagare per entrambi i programmi. Tale pagamento sarà a scapito della classe operaia.

L'Establishment sa che questi programmi andranno a gambe all'aria. Il catalizzatore dell'Establishment, dal 1985 al 2007, è stato Peter G. Peterson. Peterson è stato presidente del Council on Foreign Relations. E' anche un multi-miliardario. Sa che i due programmi manderanno in bancarotta il governo federale. Ha continuato a ripeterlo per tre decenni. Vede che la gente della classe operaia risulterà tra i grandi perdenti perché ad un certo punto il governo federale non sarà in grado di effettuare i pagamenti. Ma sa anche che, politicamente parlando, non vi è alcuna possibilità che questi programmi possano essere tagliati prima della loro morte. Ha sperimentato tale opposizione per oltre 20 anni. Ma non ha chiesto l'abolizione di questi programmi, solo una riduzione dei benefici. Non è andato da nessuna parte. Nessun politico osa consigliare eventuali tagli.

L'Establishment paga i programmi dei vecchietti: gettoni di partecipazione -- spiccioli. Esso dipende da questi programmi. Non sarà incolpato per la loro scomparsa. Per l'Establishment si tratta di un accordo di reciproco vantaggio. Si tratta di un sistema di welfare che non è finanziato da gente ricca, tuttavia fornisce legittimità per lo stato normativo che tutela Wall Street, e non Main Street.

L'Establishment è preoccupato per il fallimento dello stato: ha bisogno che il governo federale lo protegga dalla concorrenza di imprenditori innovativi che indeboliscono la loro redditività. Quindi non vogliono che il governo federale vada a gambe all'aria. Perderebbe troppa legittimità. Ma il genio attuariale è tanto che si trova fuori dalla lampada. Nel 1935 Franklin Roosevelt ha promulgato il sistema della Previdenza Sociale attraverso un Congresso compiacente. Nel 1965 è stato il turno di Lyndon Johnson con il Medicare. Questi due programmi garantiscono o il fallimento del governo degli Stati Uniti oppure enormi tagli di altri programmi. In entrambi i casi il risultato indebolisce la legittimità del governo. Ma i tagli nei due programmi non danneggeranno direttamente i super ricchi. Queste persone non sono dipendenti da questi due programmi. Per quanto rigaurda la questione del chi pagherà, non lo sanno e non li importa. Non saranno loro. Non sanno quale fazione politica vincerà: vecchietti o lavoratori. Non sanno se i vecchietti riusciranno a far andare avanti il sistema a spese dei lavoratori più giovani. E' irrilevante per loro. Ciò che è rilevante è questo: in entrambi i casi non soffriranno.



IL PRINCIPALE PRODOTTO CIVETTA POLITICO DELL'ESTABLISHMENT

Questa è la più grande ironia riguardo al welfare state secondo il pensiero dell'Establishment liberal: non è mai stato finanziato dai ricchi. E' stato finanziato dalla classe operaia su una base fiscale piatta. I super ricchi hanno guardato divertiti come la sinistra invocava un'equa redistribuzione da parte dello stato. Il sistema non ha toccato i ricchi. Ha spogliato la sinistra di tutto il capitale politico che aveva. La sinistra non potrà mai più colpire i ricchi degli Stati Uniti. "C'eri quasi, ma non abbastanza."

Non ricordo nessun altro nel movimento conservatore che abbia commentato questa realtà del moderno stato sociale in tali termini. Ho sentito alcuni critici dire che Ronald Reagan non era disposto a fermare l'espansione di questi programmi di welfare e, in tal modo, rese impossibile l'approvazione di nuovi grandi programmi di welfare. Ma questo limite era operativo molto prima che venisse eletto Ronald Reagan. Sin da quando è nata la Previdenza Sociale, si è sempre concentrata sui pagamenti dei lavoratori. Franklin Roosevelt insistette su questo aspetto. Si rese conto che se avesse potuto far passare l'abitudine dei pagamenti mensili, gli elettori non avrebbero mai più abbandonato tale sistema. Avrebbero capito l'importanza di come l'avevano finanziato, ed avrebbero chiesto di essere pagati. "E' il nostro denaro!" Ciò garantiva la sopravvivenza politica del sistema. Garantiva inoltre che la classe di Roosevelt, i super ricchi, non sarebbe stata toccata dal sistema.

Roosevelt fu il figlio viziato di una madre ricca. Andò a Harvard. Dopo non essere riuscito a diventare Vice Presidente nel 1920, lavorò per otto anni come venditore di bond ai super ricchi. Questa è una storia che non troverete nei libri di testo. La sua retorica, a cominciare dal suo primo discorso inaugurale, mise alla gogna la classe stessa che lo aveva prodotto, lo aveva finanziato ed avrebbe continuato a consigliarlo. Fu sotto Roosevelt che il Council on Foreign Relations divenne influente nel fornire consiglieri presidenziali.

Considerate l'ObamaCare. Non è una minaccia per i super ricchi. Questo è il motivo per cui non vi si oppongono. E non sarà pagato da loro. Se devono pagare un po' di soldi in più ai loro dipendenti, si trincereranno nelle loro posizioni. L'ObamaCare andrà a scapito delle piccole imprese e delle imprese di medie dimensioni che avranno meno possibilità di diventare grandi imprese. L'ObamaCare contribuirà a congelare l'attuale distribuzione della ricchezza aziendale. Le grandi aziende affermate traggono sempre vantaggio dalla regolamentazione crescente. Questo soffoca la concorrenza. Sono disposte a pagare più soldi al governo federale per interventi normativi affinché possano creare una sorta di monopolio nei mercati. Lo hanno sempre saputo sin dal 1887, ma i conservatori non lo capiscono, e nemmeno i liberal.

Il capitalismo clientelare rimuove la minaccia più importante per l'Establishment, cioè la minaccia della concorrenza del libero mercato. Assicura alle imprese di grandi dimensioni un vantaggio non indifferente. Esse possono permettersi il costoso e potente potere legale di fare in modo che il sistema lavori per loro. Questo spiazza i concorrenti il cui unico vantaggio è che possono servire i clienti in modo più efficiente. Ciò non conta, perché la regolamentazione federale lo rende illegale.

Dal punto di vista dell'Estabilshment, il costo dello stato sociale sono spiccioli. I due grandi kahunas del welfare state, Previdenza Sociale e Medicare/Medicaid, sono finanziati dalla classe operaia. Quindi non rappresentano sudore per le fronti dei super ricchi. Questi due programmi non consentono di espandere tutti gli altri programmi di welfare importanti. Anche se pensiamo all'ObamaCare come un programma simile, serve ancora gli interessi dei super ricchi perché renderà più difficile la competizione per le piccole imprese. Una volta che è stata stabilita una posizione dominante sul mercato, ci si può permettere un sacco di regolamentazione. Quest'ultima diventa una gigantesca barriera all'entrata che viene posta davanti ai vostri potenziali concorrenti.

La sinistra vede che i ricchi diventano sempre più ricchi, e la sua risposta è sempre la stessa: più welfare. Non capisce che è stato il governo federale a creare l'attuale redistribuzione del reddito, la quale favorisce i super ricchi. Non capisce che la politica del welfare state peggiora le cose per i poveri. Ha abbaiato contro l'albero sbagliato fin dal 1896, quando William Jennings Bryan ottenne la sua prima nomina dal Partito Democratico per la presidenza. La sua candidatura uccise la vecchia Democrazia, meglio rappresentata da Grover Cleveland (una visione politica incentrata su uno stato limitato e fermamente impegnato in tariffe basse e nel gold standard). Non sopravvisse all'eredità di Bryan.

La sinistra vuole più programmi di welfare, ma non li otterrà. La sinistra vuole tasse alte sui ricchi, ma se non le hanno ottenute durante il primo mandato di Obama, quando i democratici controllavano entrambe le camere del Congresso, è improbabile che le possano ottenere ora. Stiamo vedendo l'ultimo barlume di supporto per la Sinistra Democratica. Anche se dovesse occupare entrambe le camere del Congresso e vincere la presidenza nel 2016, la misura è ormai colma. In ogni caso, non è così che funziona il potere negli Stati Uniti. Lavora di nascosto, dietro le quinte; e questo è accaduto sin dal 1896. E non cambierà. Ha solamente accelerato negli anni. La Grande Depressione e la Seconda Guerra Mondiale hanno solidificato il sistema .

Previdenza Spciale e Medicare/Medicaid sono garanzie che lo stato sociale, come proposto dalla Sinistra Democratica, non verrà mai alla luce. Se ci sarà qualche soldo da spendere nel welfare, se lo papperanno i vecchi, e la classe operaia ci metterà i fondi. Questo è il prodotto civetta più truffaldino della storia americana. Affermando di voler spennare i ricchi, la classe media ed i poveri hanno creato uno stato sociale finanziato da loro stessi. I ricchi si sono allontanati dalla trappola ordita dai loro nemici politici.

Dal giorno in cui il povero ricco Franklin Roosevelt approvò la Previdenza Sociale, l'Establishment americano ha guardato giù dal suo attico le masse nelle strade sottostanti, e ha detto tre parole: "Siete dei fessi."

Esattamente 30 anni dopo, il povero ricco si trasformò in un ricco a tutti gli effetti: Lyndon Johnson. Approvò il Medicare. Pensò che sarebbe stato trattato alla pari di tutti quegli snob di Harvard. E loro hanno risposto, a porte chiuse -- porte da cui non sarebbe mai passato: "Abbiamo preso al lazzo anche te, arrogante contadino del Texas." Ed è proprio quello che è successo.



CONCLUSIONE

Lo stato sociale è l'alleato dei super ricchi. A loro costa poco. Giustifica il governo federale. Il governo federale è la fonte della protezione di cui godono i super ricchi. L'alleato del capitalismo clientelare è il welfare state.

La sinistra non lo capisce. La destra non lo capisce. L'Establishment lo capisce. L'Establishment ripete il suo mantra a porte chiuse alle 12:01 ogni 1 ottobre: ​​l'inizio dell'anno fiscale di Washington. "Siete dei fessi."

Fonte: http://johnnycloaca.blogspot.it/2013/11/capitalismo-clientelare-e-welfare-state.html

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Analfabetismo funzionale


di Vanessa Niri
Se chiudo gli occhi e immagino un analfabeta, penso ad una persona che firma con una X al posto del nome. Ma sbaglio.
Un analfabeta, ci ha ricordato l'OCSE pochi giorni fa, è anche una persona che sa scrivere il suo nome e che magari aggiorna il suo status su Facebook, ma che non è capace "di comprendere, valutare, usare e farsi coinvolgere con testi scritti per intervenire attivamente nella società, per raggiungere i propri obiettivi e per sviluppare le proprie conoscenze e potenzialità".
Certo, sono due analfabetismi diversi: quello di secondo tipo si chiama analfabetismo funzionale e riguarda quasi 3 italiani su 10, il dato più alto in Europa.
Un analfabeta funzionale, apparentemente, non deve chiedere aiuto a nessuno, come invece succedeva una volta, quando esisteva una vera e propria professione - lo scrivano - per indicare le persone che, a pagamento, leggevano e scrivevano le lettere per i parenti lontani.
Un analfabeta funzionale, però, anche se apparentemente autonomo, non capisce i termini di una polizza assicurativa, non comprende il senso di un articolo pubblicato su un quotidiano, non è capace di riassumere e di appassionarsi ad un testo scritto, non è in grado di interpretare un grafico. Non è capace, quindi, di leggere e comprendere la società complessa nella quale si trova a vivere.
Tre italiani su 10, ci dice l'OCSE, si informano (o non si informano), votano (o non votano), lavorano (o non lavorano), seguendo soltanto una capacità di analisi elementare: una capacità di analisi, quindi, che non solo sfugge la complessità, ma che anche davanti ad un evento complesso (la crisi economica, le guerre, la politica nazionale o internazionale, lo spread) è capace di trarre solo una comprensione basilare.
Un analfabeta funzionale, quindi, traduce il mondo paragonandolo esclusivamente alle sue esperienze dirette (la crisi economica è soltanto la diminuzione del suo potere d'acquisto, la guerra in Ucraina è un problema solo se aumenta il prezzo del gas, il taglio delle tasse è giusto anche se corrisponde ad un taglio dei servizi pubblici.) e non è capace di costruire un'analisi che tenga conto anche delle conseguenze indirette, collettive, a lungo termine, lontane per spazio o per tempo.
Sarà che forse sono un po' analfabeta funzionale anche io, maleggendo i dati dell'OCSE ho subito pensato ad un dialogo di qualche anno fa, tra me e una collega.
All'epoca ero una maestra della scuola primaria. Era una bella giornata di sole: io e la mia collega di italiano avevamo portato le classi in terrazza per la ricreazione e parlavamo del più e del meno. Ad un certo punto mi è venuto in mente di consigliare alla collega di italiano la lettura di un libro che avevo appena terminato e lei mi rispose, candidamente: Grazie, ma io non leggo libriMai? chiesi.Mai - rispose la collega - l'ultimo libro l'ho letto quando ho preso la maturità, perché dovevo portarlo all'esame. Non ho mica tempo, per leggere, e poi mi annoio.
Davanti ai dati dell'OCSE l'ex Ministro Carrozza si è affrettata a sottolinearne la drammaticità chiedendo una forte inversione di tendenza. Ma, anche se all'allarme corrispondesse un reale investimento dell'attuale Governo - e, purtroppo, la storia recente ci porta a dubitarne - quale diga fermerà il crollo verticale della cultura degli italiani, se a chi ci deve rappresentare e a chi ci deve insegnare non si impone di essere più preparato, e non meno preparato, del proprio popolo, dei propri impiegati, o della propria classe? Non esiste cura, se i primi a rifiutare la complessità e l'approfondimento sono i nostri insegnanti, i nostri manager, i nostri politici.
La scuola italiana, da sempre fondata sul dogmatismo, ha visto annullate le proprie spinte verso un insegnamento diverso, riducendosi alla trasmissione di competenze inutili, perché si dimenticano il giorno dopo l'interrogazione, e che non insegnano a capire, ad analizzare, a criticare, a soppesare, a riassumere.
Era il 1974, quando Sergio Endrigo, ispirandosi a Gianni Rodari, incise su un disco questo prologo illuminante: Napoleone Bonaparte nacque ad Ajaccio il 15 agosto del 1769. Il 22 ottobre del 1784 lasciò la scuola militare di Briennes con il grado di cadetto. Nel settembre del 1785 fu promosso sottotenente. Nel 1793 fu promosso generale, nel 1799 promosso primo console, nel 1804 si promosse imperatore. Nel 1805 si promosse re d'Italia. E chi non ricorderà tutte queste date, sarà bocciato!
Dal 1974 le cose, se possibile, sono generalmente peggiorate. I parametri Invalsi - lo strumento Europeo per la valutazione delle competenze - sono diventati in fretta praticamente l'unica cosa che la scuola si preoccupa di insegnare, riducendo la lungimiranza dell'insegnamento alla verifica in programma, all'esame di fine anno.
Ma cosa rimane fuori da una scuola sdraiata sui parametri Invalsi (per i quali, in ogni caso, non brilliamo, come competenza, in particolar modo nel Sud Italia)?
Rimangono fuori proprio le competenze che fanno di una persona un cittadino attivo, e non un analfabeta funzionale: la capacità di scegliere un libro interessante, e di immergersi nella lettura, la scelta di comprare un quotidiano, la capacità di valutare le proposte economiche e politiche nella loro (grandissima) complessità.
Per rispondere all'allarme dell'OCSE questo paese deve ribaltare il concetto stesso di competenza.
Una scuola dogmatica è una scuola che respinge, e che insegna senza insegnare. Una scuola che costruisce e valorizza le competenze, invece, è una scuola capace di accogliere, e di insegnare gli strumenti di comprensione del mondo.
Un analfabeta può anche imparare a memoria che Napoleone Bonaparte nacque ad Ajaccio il 15 agosto del 1769, e che nel 1805 si promosse re d'Italia, ma non per questo avrà gli strumenti per accogliere ed analizzare la complessità della società in cui vive.
E anche lui, come i ragazzi che spesso la nostra scuola respinge - quelli che non vengono messi in grado neanche imparare le date a memoria - rischia di entrare a far parte di quel folto gruppo per i quali la guerra in Ucraina è un problema solo se aumenta la bolletta del gas.

(11 aprile 2014)


Fonte: http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=101678&typeb=0&Nuovi-analfabetismi-crescono